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LE PAROLE DEL SILENZIO

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Questo titolo è un ossimoro o un controsenso, ma è voluto, perchè è un po' il senso della vita. Nel momento che voglio parlare del silenzio, esco fuori dal silenzio stesso e non è più “silenzio”. Ogni parola spegne il silenzio! Non posso descriverlo, perchè nel momento che lo faccio, non è più silenzio. Posso solo “sentirlo”, o meglio “esserlo”. Il silenzio è come l'Assoluto, è silente, vuoto, ma “tutto” allo stesso tempo. E' immanente e trascendente allo stesso tempo. Tutto contiene, ma tutto trascende fondendolo in un Tutto Uno Assoluto. E' il manifestato e il non-manifestato. E' un vuoto/pieno, è un silenzio/completo. In quel silenzio, tutte le parole sono contenute, ma fuse e trascese, per cui non hanno bisogno di esprimersi. Gli esseri sono come le parole. Nel momento che voglio esprimere o descrivere il silenzio devo uscire dallo stesso e divento relativo e soggettivo. Divento parola fuori dal silenzio, perchè esso è da me violato. Ritornare a c...

IMMORTALITA' E SOPRAVVIVENZA

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  Sento che l'origine di tutto, forse, è proprio nel sentirsi mortali, in questo sentirsi mortali si fa avanti l'io, la persona che sa di dover morire e da lì cerca in ogni modo di uscirne o di abbellire quel lasso di tempo concesso o di immaginare una sua sopravvivenza nell'aldilà. Il sentirsi mortali vuol dire credere alla malattia, alla sofferenza che portano a breve o lungo termine alla deteriorazione e quindi alla morte, vuol dire credere ai bisogni corporali, al mangiare, al dormire, al freddo che portano col tempo alla morte se non li si possiedono. Tutti fattori legati alla mortalità. E' certo che il corpo muore, ma noi moriamo? Si parla di anima che è immortale, molti ci credono, ma se ci credessero veramente si vedrebbero immortali e quindi non influenzati da malattie, sofferenze, bisogni che sono legati alla mortalità e non certo all'immortalità. Forse l'origine di tutto è proprio questa visione, o meglio convinzione di non sentirsi immortali ...

LO SPAZIO SACRO

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  Ho sentito intensamente il silenzio interiore, l'ho sentito come imponente, maestoso e delicato allo stesso tempo. Era importante, più importante di qualunque altra cosa. Era uno spazio sacro che raccoglieva ogni preoccupazione e le spazzava via. Non ero io che tacevo, era lui che prendeva me. Era un silenzio in cui il me si faceva da parte. Non era uno spazio tra le parole, era uno spazio in cui le parole perdevano di significato. Tutto il rimuginare delle parole non aveva valore. In quel silenzio non ci sono risposte, perchè non ci sono domande; tutto è semplice e naturale lì. Era la calma, la pace, la serenità. Una serenità che non veniva dall'aver risolto i problemi esterni, ma che questi erano irrisori di fronte a quel silenzio. Era la soluzione di ogni cosa. Le parole non potevano esprimere quello che il silenzio stesso esprimeva, pur senza proferire parola. Uno spazio sacro a cui si può sempre accedere, senza aspettare di dover prima risolvere i propri probl...

IL SILENZIO NELLA "PRESENZA" E LA PRESENZA NEL SILENZIO (Video)

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LA BELLEZZA DEL SUONO! (Video)

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QUI E ORA

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Vivere il qui e ora non è lo sforzo dell'io di stare nel presente, ma è la naturalezza dell'essere quando l'io non interferisce o non c'è. E' la presenza senza un soggetto!

CHI C'E' DIETRO AL PERSONAGGIO CHIAMATO "ME"?

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"Diventi un vero creatore non quando fai qualcosa di creativo, ma quando inizi a comprendere che quel "tu" che credi di essere è la tua stessa creazione".

DIFFERENZA TRA SENTIRE E CAPIRE

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APPARENZA E REALTA' DENTRO DI NOI

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Conoscere se stessi nel profondo per saper distinguere l'apparenza che crediamo di essere dal nostro vero essere. Per essere e non apparire.

VOLERE O ESSERE

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