La storia biblica ci dice che gli ebrei non hanno riconosciuto il Cristo che da tempo aspettavano, quello che li avrebbe liberati dai soppressori; hanno ascoltato la loro mente, l'immaginario che avevano del Cristo e non hanno ascoltato le sue parole, il suo essere, col proprio cuore; lo hanno rifiutato. Penso che la storia biblica sia anche una storia individuale in ognuno di noi, ogni fatto esterno è anche un fatto interiore che avviene nel nostro inconscio. E in questo credo che anche noi non riconosciamo il Cristo dentro di noi, quello vero ma che forse non ci piace, non assomiglia all'immaginario che abbiamo di lui nella nostra mente. Alto, biondo, con gli occhi azzurri, che fa miracoli, che è amato e con grande carisma. Eppure Cristo dice che lui è anche nel mendicante, nel bambino e che dovremmo saperlo vedere anche nella creatura più abbietta. Allora vediamo un mendicante, immaginiamo che sia Lui, gli facciamo l'elemosina e pensiamo di ricevere poi il premio in ...
mercoledì, 08 giugno 2011 Leggo spesso articoli che criticano i fatti delle persone, conosciuti o meno, importanti o meno, persone che tentano di danneggiare noi per proprio egoismo o voglia di potere e lo sbandieriamo come portatori di giustizia. Noi stiamo ancora combattendo contro quelle che riteniamo ingiustizie, ma lo facciamo in modo vecchio, con la dualità, facendoci paladini del bene che lottano contro il male. Invochiamo a gran voce, invitiamo gli altri a collaborare, ad aprire gli occhi, ci arrabbiamo con chi non comprende la situazione o non gli interessa. Questa non è nuova energia! In pratica noi crediamo che il governo o gli altri, possano fare il bello e cattivo tempo e noi cerchiamo di impedirglielo. Siamo sicuri che glielo impediamo? O forse credendo così noi gli diamo più energia? O forse credendo che gli altri abbiano veramente potere su di noi non facciamo altro che dargli la nostra energia per poi inveire contro di loro come vittime? Quando non si...
Nel mio blog, ho descritto l'abbondanza come “ la consapevolezza della propria ricchezza interiore che si espande all'esterno” , quindi, secondo me, non è cercarla all'esterno di noi, ma trovarla al nostro interno, rendersene consapevoli che è già in noi tanto da poterla espandere all'esterno. Invece molto spesso l'idea che abbiamo di essa è di avere abbondanza di soldi e vivere liberi e felici. Pensiamoci un attimo: chi è in noi che ci fa desiderare un'abbondanza economica? Non certo la consapevolezza di essere già ricchi interiormente, anzi denota propria una “mancanza” che sentiamo in noi. Pensiamo che avere un bel conto in banca, un buono stipendio o pensione e una casa tutta nostra sia abbondanza; si che lo è, ma se noi dipendiamo da questo non è libertà, ma protezione, se questa proviene dalla paura di vivere non è libertà, perchè la paura comunque rimane, magari di perdere tutto e la paura non è libertà, ma chiusura e questa abbondanza è solo ...
Si parla tanto dell'anno 2012 e del cambiamento di consapevolezza, però io non voglio parlarne in generale, ma riguardo il mio personale cambiamento. Dal 1° febbraio infatti ho cambiato vita, mi sono trasferito in un'altra città, non molto lontana dalla mia, circa 60 km, ma quanto basta per vivere una vita diversa da quella vissuta finora. Ho colto un'opportunità e inizio a vivere una vita tutta mia all'insegna dell'arte. A proposito ho anche un blog artistico http://sculpture-finucci.blogspot.com/ . Sicuramente continuerò ad occuparmi di consapevolezza e a scrivere qui, ma per ora sono molto concentrato su questo mio nuovo progetto. Prima di questo ho passato un periodo molto significativo per me che mi ha fatto capire cose molto importanti dentro di me. Forse era l'ultimo imput per darmi la svolta necessaria, fatto sta che in quel periodo critico, il giorno del mio compleanno avevo bisogno di stare un giorno fuori casa e me ne sono andato fuori. Non sa...
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