Spesso ci si domanda cosa posso fare per migliorarmi, per risvegliarmi ecc, ma già la domanda stessa, se ci si guarda bene nel profondo di noi stessi, ci da delle risposte, anche se non proprio come le cercavamo.
La storia biblica ci dice che gli ebrei non hanno riconosciuto il Cristo che da tempo aspettavano, quello che li avrebbe liberati dai soppressori; hanno ascoltato la loro mente, l'immaginario che avevano del Cristo e non hanno ascoltato le sue parole, il suo essere, col proprio cuore; lo hanno rifiutato. Penso che la storia biblica sia anche una storia individuale in ognuno di noi, ogni fatto esterno è anche un fatto interiore che avviene nel nostro inconscio. E in questo credo che anche noi non riconosciamo il Cristo dentro di noi, quello vero ma che forse non ci piace, non assomiglia all'immaginario che abbiamo di lui nella nostra mente. Alto, biondo, con gli occhi azzurri, che fa miracoli, che è amato e con grande carisma. Eppure Cristo dice che lui è anche nel mendicante, nel bambino e che dovremmo saperlo vedere anche nella creatura più abbietta. Allora vediamo un mendicante, immaginiamo che sia Lui, gli facciamo l'elemosina e pensiamo di ricevere poi il premio in ...
Chi sono io? Tutto quello che pensiamo, diciamo, facciamo è sempre in funzione di un soggetto e a seconda di quello che crediamo di essere ci costruiamo il nostro mondo soggettivo. Ma noi sappiamo "chi" siamo? Se ci identifichiamo in un soggetto errato poi, di conseguenza, avremmo una visione della vita non esatta, quindi è fondamentale, a mio parere, sapere chi siamo. Per un'evoluzione di coscienza si è passati da anime di gruppo a individui per poi allargarsi per essere un tutto. I Maestri lo hanno esemplificato con un disegno di due triangoli che si incontrano al vertice. Io penso che noi siamo nella fase in cui questo triangolo debba passare dal vertice (individuo/soggetto) verso il Tutto. Infatti i Maestri ci dicono che non c'è un individuo che diviene, ma tanti sentire che si manifestano dal più piccolo al più complesso e, a mio parere, ci stanno instradando verso il tutto, nel senso...
mercoledì, 08 giugno 2011 Leggo spesso articoli che criticano i fatti delle persone, conosciuti o meno, importanti o meno, persone che tentano di danneggiare noi per proprio egoismo o voglia di potere e lo sbandieriamo come portatori di giustizia. Noi stiamo ancora combattendo contro quelle che riteniamo ingiustizie, ma lo facciamo in modo vecchio, con la dualità, facendoci paladini del bene che lottano contro il male. Invochiamo a gran voce, invitiamo gli altri a collaborare, ad aprire gli occhi, ci arrabbiamo con chi non comprende la situazione o non gli interessa. Questa non è nuova energia! In pratica noi crediamo che il governo o gli altri, possano fare il bello e cattivo tempo e noi cerchiamo di impedirglielo. Siamo sicuri che glielo impediamo? O forse credendo così noi gli diamo più energia? O forse credendo che gli altri abbiano veramente potere su di noi non facciamo altro che dargli la nostra energia per poi inveire contro di loro come vittime? Quando non si...
Nel mio blog, ho descritto l'abbondanza come “ la consapevolezza della propria ricchezza interiore che si espande all'esterno” , quindi, secondo me, non è cercarla all'esterno di noi, ma trovarla al nostro interno, rendersene consapevoli che è già in noi tanto da poterla espandere all'esterno. Invece molto spesso l'idea che abbiamo di essa è di avere abbondanza di soldi e vivere liberi e felici. Pensiamoci un attimo: chi è in noi che ci fa desiderare un'abbondanza economica? Non certo la consapevolezza di essere già ricchi interiormente, anzi denota propria una “mancanza” che sentiamo in noi. Pensiamo che avere un bel conto in banca, un buono stipendio o pensione e una casa tutta nostra sia abbondanza; si che lo è, ma se noi dipendiamo da questo non è libertà, ma protezione, se questa proviene dalla paura di vivere non è libertà, perchè la paura comunque rimane, magari di perdere tutto e la paura non è libertà, ma chiusura e questa abbondanza è solo ...
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